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Trattativa

Trattativa

Non guardo Bruno Vespa da almeno vent’anni, ma è, ovviamente, una mia libera scelta. Non mi piace quel suo modo plastico di accarezzare il potere, di qualunque potere si tratti, e non mi piace quel modo di porre le domande che, in realtà, sono solo passaggi per segnare a porta vuota. Leggo però su molti siti all news che ieri, in una trasmissione da lui condotta, avrebbe affermato, piuttosto accorato, che “in ogni Stato si fanno delle cose sporchissime, anche trattando con i torturatori, per la sicurezza nazionale” e questo, sempre secondo Vespa, “avviene in tutti gli stati del mondo”. Ho riflettuto molto su questa affermazione e, soffermandomi su quanto asserito da Bruno Vespa,  mi sono ricordato di una frase che mi aveva detto un detenuto, condannato per omicidio: “Ho fatto una cosa orribile, ma non sono l’unico ad aver assassinato una persona”. La sua non voleva essere una richiesta assolutoria, ma voleva mettere l’interlocutore a suo agio: sappia che in giro ce ne sono tanti di tagliagole come me. Però lui, almeno, in carcere c’era finito e lo Stato, nel suo caso, non aveva avviato nessuna trattativa. Non comprendo questa presa di posizione pragmatica e non vale risolvere la questione guardando nel giardino del vicino: se tutti rubano, non è un buon motivo per cui anche io debba diventare ladro. La verità è che non si è trattato con la Libia per ottenere qualcosa di utile in cambio: si è rimandato in quel paese una persona pericolosa non per gli italiani, ma, guarda caso, proprio per quei migranti colpevoli soltanto di provare a cercare una vita migliore. L’unico punto su cui ha ragione Vespa è che si tratta di “cosa sporchissima”. E dovremmo vergognarcene. Se fossimo un paese serio.

19:46 , 31 Gennaio 2025 Commenti disabilitati su Trattativa