
A quanto pare, le azioni dell’automobile elettrica Tesla stanno andando a picco e qualcuno, a sinistra, sorride, in quanto il proprietario è quell’Elon Musk che, sappiamo bene, è il braccio destro di Trump. Però, leggo oggi sul “Foglio” che la Tesla modello Y è utilizzata da Nicola Fratoianni e da sua moglie Elisabetta Piccolotti, entrambi esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, non proprio teneri con Musk. Piccolotti ha subito precisato di aver acquistato l’auto prima che Musk diventasse nazista e ha intenzione di venderla quanto prima, ma non può farlo in quanto acquistata con il leasing. La storia mi ha fatto venire in mente un mio amico feroce antijuventino che possedeva solo automobili FIAT e un altro, invece, nemico giurato dell’Avvocato, si vantava di acquistare solo auto Ford, ma era antiamericano. Che dire poi di chi odia il lusso ma spera, in cuor suo, di fare almeno un giro sulla Ferrari? La Tesla, a quanto mi è dato sapere, è un’auto elettrica “intelligente”, capace di guidare da sola, non inquinante, silenziosa e comunque costosa. Se ci fosse l’ideologia di una volta, Fratoianni e Piccolotti avrebbero dovuto viaggiare su una Skoda d’antan o, al massimo, su una Dyane due cavalli. A proposito, ai miei tempi c’era una grande disputa tra i possessori di Dyane e quelli di Renault 4. La discussione era legata alla leva del cambio a “cloche” in quanto, seppure entrambe francesi, il posizionamento delle marce era completamente diverso. Un mio carissimo amico le amava entrambe a dispetto della 500 o della 127, dove la leva del cambio era tra un sedile e l’altro. Non era però per una questione ideologica: le francesi funzionavano benissimo per gli incontri amorosi. L’amore è più forte dell’ideologia.
E la coerenza, in politica come nella vita, è sempre complicata da raggiungere.