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Segreto

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L’Onorevole Andrea Del Mastro è stato condannato a otto mesi di carcere in quanto colpevole di rivelazione di segreto d’ufficio nella vicenda che ha portato alla divulgazione dell’inchiesta sull’anarchico Alfredo Cospito, allora detenuto presso il carcere di Bancali, a Sassari. Ci sarà l’appello e anche il terzo grado. Non cambia nulla e lui è innocente sino alla definitività della sentenza. Lo dico perché sono garantista da sempre e per tutti, cosa che, tra i politici, avviene sempre a fasi alterne: dimissioni per i nemici, accanimento dei magistrati per gli amici. Credo però si debba chiedere al sottosegretario alla Giustizia con delega al settore “carcere” di riflettere su questa condanna che, seppure ingiusta, seppure errata (ovviamente dal punto di vista della difesa), ci racconta una piccola cosa: difficile poter rimanere al suo posto o meglio, davvero imbarazzante rimanere in “quel posto”. Per molto meno, al Ministero della Giustizia,  ho visto funzionari trasferiti da un capo all’altro dell’Italia ma, si sa, ciò che colpisce funzionari e dirigenti non può colpire un sottosegretario. Eppure, a ben vedere, questa prima condanna qualcosa ce la rivela: un giudice ha ritenuto che un sottosegretario ha divulgato atti che erano a sua conoscenza ma che, ovviamente, non potevano diventare di pubblico dominio. A dire il vero, era stato il suo coinquilino Giovanni Donzelli a utilizzare quelle notizie in seduta pubblica alla Camera per tentare di screditare l’opposizione, ma poco cambia. Erano notizie non divulgabili e l’accusa di Donzelli “Siete con lo Stato o con i mafiosi?” urlata verso i banchi dell’opposizione ha l’aria di un boomerang: era lui e il suo collega di partito ad essere, secondo il giudice di primo grado, contro lo Stato rivelando un segreto d’ufficio.  Aspettiamo con tranquillità l’appello.

19:06 , 20 Febbraio 2025 Commenti disabilitati su Segreto