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Processi

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Di casi sbagliati ho una certa esperienza. Molti detenuti, negli anni, mi confessavano non proprio di essere innocenti ma che, in realtà, le cose non erano andate così come erano state presentate in Tribunale. Ovvio: esiste la verità pura (impossibile da scoprire), la verità di molti (la somma della verità dei testimoni, delle vittime e degli accusati) e la verità processuale che altro non è (e, davvero, non può essere altro) che la sintesi di molte verità. L’innocenza, per fortuna, è cosa rara le persone condannate senza aver commesso il reato sono poche. Questo non significa nulla. Sono sempre dell’idea che è meglio un colpevole fuori che un innocente dentro, ma è chiaro che giudicare è mestiere difficile e arduo e l’elemento determinante, la prova, a volte è nascosta tra parole e atteggiamenti. Quando nessuno ha la pistola fumante da esibire sul tavolo del giudice si cercano (e si trovano) elementi a favore o contrari, dipende dai punti di vista. Ho conosciuto personalmente Angelo Massaro, innocente che si è fatto 23 anni di carcere prima di poter dimostrare la propria estraneità. Il caso di Beniamino Zuncheddu, oggi libero ma anch’egli con ben 32 anni di carcere alle spalle, è terribile, atroce, inenarrabile. Oggi ci troviamo davanti al caso “Garlasco” dove, per l’omicidio di Chiara Poggi, venne condannato l’ex fidanzato Alberto Stasi, attualmente ancora in carcere.

“Sono innocente e so aspettare” ha dichiarato davanti alla possibilità di riapertura di un processo. Non sappiamo neppure cosa augurare. Perché se è colpevole questo nuovo putiferio rischia di rovinare un’altra persona sospettata di essere un assassino; se è innocente, invece, dovremmo riflettere sui vari processi subiti da Stasi: troppi e contraddittori.

Di casi sbagliati ho una certa esperienza. Ma quando ne sono a conoscenza sto sempre molto male. E non è facile per un operatore della giustizia farsene una ragione. Mai.

16:57 , 13 Marzo 2025 Commenti disabilitati su Processi