
Rimarrà per sempre quella dolcissima e leggera ragazza che sperava di incontrare Lucio Dalla. In fondo, ci ha lasciato giusto un giorno prima del compleanno di Lucio, quasi ad anticiparlo e, forse, per consegnargli quella canzone che aveva scritto. Eleonora Giorgi è stata una piccola icona della mia esistenza. Come Laura Antonelli, Ornella Muti, Monica Vitti, Mariangela Melato. Con loro ho vissuto attimi di vita, ho costruito bellezza e ho immaginato mondi che, almeno ai nostri tempi, parevano lontani e irraggiungibili. Impalpabili come Borotalco. Poi, è vero, si cresce e si sorride di ciò che abbiamo amato quasi alla follia e spesso ce ne vergogniamo. Non è il mio caso. Non ho mai tradito nessuno. Mai. Neppure Eleonora Giorgi, nonostante non fosse tra le mie preferite, nonostante l’amassi grazie a Verdone e la sopportassi meno per colpa di film leggerissimi e insulsi. Insomma, facile dire adesso: l’ho amata, era la migliore, peccato. È facile sorridere dei nostri ricordi. Quando muore una persona “in vista” dimentichiamo che morire, in fondo, non è così difficile. Prima o poi ci riescono tutti, nessuno escluso. Però il sorriso, i ricci, la faccia da svampita in attesa di conoscere Lucio Dalla me la ricorderò per sempre. Ricordo lieve tra anni duri, a volte osceni. Ecco: Eleonora Giorgi è stata una frase leggerissima in un libro a volte noioso, a volte stupefacente, a volte terribile. La vita però è fatta di piccoli sorrisi. Da unire sempre e per sempre e gettarli nel nostro immenso e profondo mare.