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Felicità

Felicità

È inutile. Ogni anno è sempre più bella, più giovane, più attraente, più amorevole, più rossa e più tua. Prima che i semafori diventino verdi, prima che il rombo misceli adrenalina e bravura, motori e fortuna, noi siamo lì, da innamorati, a sperare che questa sia la volta buona. Stiamo parlando della Ferrari, di un’automobile che è soprattutto icona di un mondo che ci è passato davanti con un bianco e nero fino a un colore pallido raccolto in un fiume di laser e colori plastici, inarrivabili. Ho visto, dal vivo, un solo gran premio, a Monza, quando vinse Alonso, ma con la McLaren. Era il 2007 e l’unico ricordo erano i motori e la felicità della gente. Ecco, credo che la parola giusta per tutto questo circo sia felicità. Come quella di un bambino davanti al suo gioco preferito. Perché amiamo questo strano sport veloce e, a volte, incomprensibile? Perché è veloce e corre verso l’infinito. Perché noi non riusciremo mai a salire su un’auto di Formula Uno, mai. Potremmo provare i 100 metri, il salto con l’asta, la maratona, ma non potremmo mai gareggiare in un circuito per contrastare Leclerc o Hamilton. Ecco perché lo amiamo: perché non è vero. Tutto quello che non si possiede fa parte del bagaglio dei sogni, dell’infanzia, della follia. La Formula Uno è tutto questo: un grandissimo massaggio ai ricordi dei nostri primi anni, alle auto colorate e bellissime. La Ferrari è un sogno che ci avvolge. Non è importante vincere e neppure partecipare. Ma essere, nel momento che lei è piazzata per fuggire, semplicemente felici.

19:24 , 19 Febbraio 2025 Commenti disabilitati su Felicità