
Questa è una storia di riscatto, di una bellezza sorprendente. Questa è la storia di una ragazza (ma poteva essere anche un ragazzo, non c’entra, almeno in questo caso il genere) che aveva perso la memoria a 16 anni: un’encefalite le aveva cancellato i ricordi. Questa è la storia di Eleonora che, a 26 anni, senza sostenere esami nei giorni di festa, ma studiando con forza e determinazione, è riuscita a laurearsi in scienze statistiche a Padova. Un giorno si è svegliata e non ricordava nulla. Neppure la sua stanza. Non aveva ricordi. Non sapeva più leggere e scrivere. Doveva ripartire. Gli amici, lentamente, l’hanno abbandonata. È rimasta sola a dover riempire i cassetti della sua vita. Lo ha fatto con i suoi genitori e, soprattutto, scommettendo su se stessa. Ha ricominciato a mettere insieme le nozioni, a capire cosa fosse il mondo, come si miscelassero le parole, perché era importante costruire una vita cancellata. In dieci anni ha rimesso le cose in ordine. Ha studiato con forza, con determinazione, sino a giungere al famoso ‘pezzo di carta’ ottenuto non grazie a iscrizioni fiabesche, sotterfugi, passaggi accidentali. Eleonora ha dimostrato cosa significa prendere la vita con le proprie mani, accarezzare la solitudine della disperazione e, con la tenacia e la bravura, ritornare a essere protagonista nel mondo. Grazie, Eleonora, per averci dimostrato la forza della determinazione. E grazie, soprattutto, per quella laurea conseguita con un percorso difficile, complesso ma con un bellissimo merito. Abbiamo bisogno di tante Eleonora in questo paese. Davvero.