
Sullo storico scontro tra Trump e Zelensky, noi provincialotti navigati (e radical chic) abbiamo tutti pensato: “E adesso che fa Giorgia?”. Da una parte, il presidente dello stato più potente del pianeta strapazza malamente un capo di Stato attualmente in guerra dichiarata dalla Russia. L’Ucraina gode di aiuti internazionali, Europa e Italia compresa, e la presidente Meloni si è sempre spesa per la fornitura delle armi all’Ucraina, in linea con la strategia dei governi italiani precedenti e dell’Europa. Dall’altra, però, il suo alleato più amato, Donald Trump, in maniera rude e poco diplomatica, osa dire a Zelensky: “Torna quando sei pronto per la pace”.
Ammetto che la domanda me la sono posta, ma poi, al netto del gossip sempliciotto, la questione mi sembra essere un’altra: ma davvero uno stato che ritiene di essere il baluardo della democrazia mondiale può trattare un capo di stato estero in quel modo? Davvero è pensabile che, davanti a una visita ufficiale al Quirinale, il nostro presidente della Repubblica se ne esca, rivolto ad una capo di stato, con frasi colorite del tipo “Ma mi faccia il piacere?”. Davvero siamo caduti così in basso, da calpestare la dignità delle persone? La pace, è vero, si fa con i nemici, ma vorrei sommessamente ricordare, per come l’ho capita io, che il nemico dovrebbe essere Putin, l’aggredito Zelensky e gli Stati Uniti e l’Europa stanno dalla parte dell’Ucraina. O mi sono perso qualcosa?
Questo articolo è stato scritto il venerdì, Febbraio 28th, 2025 at 20:23
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Tags: Donal trump, Giorgia meloni, stati uniti, ucraina
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