
Vorrei che chi ha ordinato le celle-container le provasse sulla propria pelle. Al freddo dell’inverno e al caldo dell’estate. Vorrei che ci passasse non 22 ore, come di fatto staranno inermi i detenuti, ma almeno tre. Dovrebbero bastare.
I blocchi di detenzione saranno installati in nove istituti penitenziari: 384 posti che costeranno 32 milioni di euro. Sembrerebbe una risposta al sovraffollamento. Eppure, la realtà è semplice: nelle prigioni italiane ci sono oltre 10.000 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. Questo è il vero overbooking, e 384 posti non risolveranno certo il problema.
Quelle celle, quei prefabbricati, sono disumani. Lo denunciano gli architetti e gli stessi sindacati della polizia penitenziaria, che dovranno lavorarci e gestire la disperazione di chi sarà costretto a finirci dentro.
Tutto questo accade perché il governo ha ignorato le diverse proposte di riforma: un’ampliata liberazione anticipata per chi si comporta bene, la depenalizzazione dei reati minori, percorsi lavorativi per i detenuti con meno di quattro anni da scontare.
L’idea dei container segue quella delle auto di servizio che non “fanno respirare”. Siamo alla barbarie. Neppure nel peggiore zoo gli animali vengono trattati in questo modo.
I detenuti hanno una dignità che va salvaguardata. Tra loro ci sono anche uomini e donne in attesa di giudizio, che potrebbero essere innocenti. E questo governo, così garantista con pochi, si dimostra giustizialista con molti, incapace di costruire un percorso diverso.
Le celle-container sono una scelta disumana. Lasciate perdere, per favore.
Questo articolo è stato scritto il martedì, Aprile 1st, 2025 at 14:52
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Tags: carcere, ingiustizia
Posted in: Blog, le ragioni di Caino