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Cognome

Cognome

Potrei chiamarmi Giampaolo Cubeddu. Se avessero scelto il cognome di mia madre,  forse non sarebbe cambiato nulla e avrei fatto le stesse scelte. E’ decisamente un cognome più identitario. Subito, tutti direbbero “sei sardo”, prima ancora che pronunci qualcosa nel mio classico e orgoglioso  intercalare isolano. Se fossi in Spagna o in Svizzera o in Venezuela, invece, nessuno mi riconoscerebbe in base al cognome. Cubeddu pare sia il diminutivo di “cuba”, mastello per la formazione del mosto. Insomma, l’idea di Dario Franceschini, di presentare una legge che preveda di utilizzare, alla nascita, il cognome della madre vale la discussione. Ci costringe ad interrogarci sull’identità e sulla liceità di essere ricordati con un cognome piuttosto che un altro. A pensarci bene, tutti quelli che, in passato, portavano il cognome della madre in quanto ritenuti figli di “NN” oggi, finalmente, potrebbero sorridere ed essere nobilitati. Faccio un solo esempio: ma Eduardo De Filippo che portava il nome materno, in quanto mai riconosciuto ufficialmente dal suo padre naturale, potrebbe essere ricordato come Eduardo Scarpetta? Per fortuna è universalmente riconosciuto come “Eduardo”. C’è chi, invece,  propone il doppio cognome o la possibilità, una volta raggiunta la maggiore età, di poter sceglierne uno o entrambi. L’idea di Franceschini mi piace. Ha il sapore della poesia e della naturalezza. Parola di Giampaolo Cubeddu che, però, per quanto mi riguarda, rimane solo un nome “d’arte” in quanto, credo anche per ragioni fiscali, non potrei modificare quello che mi è stato dato alla nascita. Facciamo così: Giampaolo Cassitta Cubeddu è, forse più completo. O no?