
Avete presente il gollonzo subito dall’Italia nella partita con la Germania? Il portiere parlottava, il difensore ascoltava, i giocatori tedeschi osservavano la scena e, di colpo, decidevano di calciare il corner, segnando così il gol più semplice del mondo. A porta vuota. Nessuno ha protestato, perché le regole del calcio lo consentivano. Imparassero a stare sul campo, i giocatori italiani.
L’esempio, lo capisco, è piuttosto arduo, ma calza a pennello con la scelta effettuata dal ministro Daniela Santanchè, che mercoledì 26 marzo avrebbe dovuto affrontare l’udienza in cui poteva essere rinviata a giudizio, con il rischio di dimissioni qualora ciò fosse avvenuto.
E invece? Invece ha osservato la situazione, ha parlato con i suoi avvocati che, a loro volta, hanno rivisto i regolamenti, gli articoli, i commi, i rimandi, i garbugli, gli impicci, le soluzioni, i funambolismi e, con raro sprezzo del pericolo, hanno suggerito che, cambiando uno dei suoi legali, il nuovo prescelto avrebbe avuto diritto a chiedere i termini di legge per studiare le carte.
Tutto rimandato? No, si rischia un gollonzo ancora più incredibile di quello subito da Donnarumma, perché la giudice Gueli, il 31 marzo 2025, come previsto da tempo, cambierà ufficio. Se il presidente del Tribunale non la assegnerà al procedimento Santanchè, l’udienza preliminare dovrà ricominciare davanti a un nuovo giudice.
Tutto regolare? Certamente. Come il gollonzo dei tedeschi. Sono le regole.
E l’accusa di truffa aggravata allo Stato sui contributi della cassa integrazione Covid? Può attendere. La ministra Santanchè ha acquistato tempo e lo ha fatto in maniera mirabile.
Il gol è valido.
Mannaggia alle regole.
Questo articolo è stato scritto il martedì, Marzo 25th, 2025 at 18:34
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