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Libro

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Bertinotti non porge, ed è ovvio, l’altra guancia e preferisce maramaldeggiare con chi osa intaccare i “miti” del suo credo. Così, alla provocazione di Giorgia Meloni, avrebbe risposto indirizzando sul grugno della presidente del Consiglio un libro. Non ha specificato quale e la pesantezza del tomo, ma possiamo immaginare che il Capitale di Marx, per esempio, avrebbe ottenuto l’effetto che l’ex presidente della Camera intendeva raggiungere con il lancio del libro. Non sono d’accordo anche perché sono cresciuto con la consapevolezza che davanti a una provocazione non si risponde nella stessa maniera, anche se tu sei convinto di aver ragione. C’è sempre qualcuno, da qualche parte, che può non pensarla come te e il rispetto per le idee altrui è la strada maestra del fare democratico. Fausto Bertinotti, uomo di mondo e, soprattutto, uomo delle istituzioni, bene avrebbe fatto a dire qualcos’altro sulla storia del manifesto di Ventotene anche perché – ed era chiaro anche questo – Giorgia Meloni ben sapeva di provocare tale caciara. Più che tirare un libro, si poteva pensare, per esempio, a regalarle un libro, ma la cosa che avrebbe funzionato meglio era provare a ignorarla. Un bel “Giorgia chi” avrebbe ottenuto un effetto più produttivo. Su una cosa, però, Bertinotti aveva ragione. Era consapevole, per esperienza, che lanciando il libro sarebbe stato espulso. Ecco, sul punto concordo. Era e rimane un fallo da espulsione.